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Villa Ottolenghi ripete il successo di pubblico. Di secena stavolta Birre Artigianali e Piatti Raffinati

4_birraLambchops al caramello e pizzette con mozzarella di bufala alla seconda delle serate dedicate agli abbinamenti tra cibo e bevande. E col caviale? Acqua minerale, ma leggerissima e in bottiglie esclusive, Lurisia, la stessa che dà nome alle birre presentate da Teo Musso, l’estroso e abile produttore piemontese invitato da Vittorio Invernizzi che ha riportato in splendida forma la mitica Dimora del XX secolo a Monterosso, nel Comune di Acqui Terme: il 19 giugno si terrà qui la cerimonia di consegna del Premio Ambiente 2011. I prossimi appuntamenti in Villa, con vini, spumanti, formaggi e dolci il 6 e il 13 maggio.

Col caviale? Acqua minerale, leggerissima e frizzante, per non alterare il gusto del preziosissimo cibo. Ma un’acqua particolare, unica, dal residuo fisso* molto basso, 36 mg/l. È Lurisia, che sgorga dalle pendici del Monte Pigna, nelle Alpi Marittime, e che dà nome a una serie di birre artigianali di altissima qualità prodotte da Le Baladin, microbirrificio piemontese di fama internazionale. Sia l’acqua dunque, purissima e distinta dalla sinuosità di una bottiglia molto elegante, vincitrice tra l’altro del Premio “Best bottle in glass” per il suo design, sia la gamma di birre Lurisia (4, 6, 8 e 10; distinte in base alla gradazione alcolica) sono state al centro della seconda serata organizzata a Villa Ottolenghi di Acqui Terme (Al) dedicata agli abbinamenti con piatti studiati per l’occasione.
Ancora forte e attenta la partecipazione del pubblico intrattenuto da Vittorio Invernizzi, patron di Villa Ottolenghi, da Teo Musso, mastro birraio creatore di Le Baladin e delle birre Lurisia e da Davide Pulese, lo chef che ha sfornato le prelibatezze servite a tavola in successione.

Superata l’iniziale semi-provocazione (“In Russia al caviale abbinano vodka, matrimonio improponibile in Italia; con che cosa continueremmo a pasteggiare? Un vino veramente adatto e delicato a non turbare le uova di storione forse non esiste”, ha affermato Invernizzi aprendo la serata), è toccato a Musso esporre le ragioni per le quali ha ritenuto le birre Lurisia adatte a incontrare il gusto prima delle “margheritine” preparate da Pulese con mozzarella di bufala campana, pomodoro e una foglia di basilico secondo la tradizionale ricetta napoletana (morbidissime grazie alla perfetta lievitazione), e poi con le lambchops (costolette) d’agnello neozelandese a “scottadito”.

Con le pizzette Musso ha proposto, per un confronto diretto, Lurisia 4 e Lurisia 6, entrambe adatte come originali aperitivi o per antipasti. La prima è distinta da un’estrema leggerezza (3,8% alcol) e da un intrigante sentore floreale dato dall’infusione di petali di rosa e dall’aggiunta di carcadè che regalano l’equilibrata nota di fresca acidità. A caratterizzare la seconda (5,5%) è invece il profilo aromatico insolito e accattivante per l’impiego tra gli ingredienti di grano saraceno delle valli monregalesi che l’ha portata al primo posto nel concorso organizzato a “Selezione birra 2011” di Rimini nella categoria “birre speziate”.

All’appuntamento con le lambchops s’è presentata Lurisia 10 (9,2% alcol) elaborata con gli stessi ingredienti della 6: “Ma per la fermentazione – spiega Musso – utilizzo lievito da scotch whisky. Il risultato è una birra dal profilo aromatico completamente diverso, meno vinoso e meno speziato; con toni caldi, morbidi, di frutta sciroppata”. La birra ideale per la creazione gastronomica di Pulese: “Ho pensato alle costine d’agnello perché la scottatura alla piastra rovente ne mantiene l’umidità interna. E la dolcezza succosa della carne ben si sposa con l’aromaticità di Lurisia 10. Per suggerire il passaggio ai profumi della birra ho ideato la guarnizione con la fragola e il caramello, quest’ultimo lavorato con aceto di lampone”. Un invito mentale, insomma, a un abbinamento inconsueto, a una rottura di schemi talvolta troppo rigidi.

Come un permesso a non usare coltello e forchetta andava interpretata la disposizione sul piatto della costina: appoggiata su un pomodorino inciso a far da supporto per offrire al gourmet l’osso da afferrare con le dita per portare alle labbra il prelibato bocconcino; in pratica un “finger-food” di lusso per la sala degustazione di Villa Ottolenghi. Tra i cui tavoli s’è notata la presenza di Carlo Sburlati, Assessore alla Cultura del Comune di Acqui Terme, che il 19 giugno terrà proprio qui la cerimonia di consegna del Premio Ambiente per la letteratura e il giornalismo.

Dolcissima la chiusura della serata con l’abbinamento tra Lurisia 8 (7,5% alcol) e i cioccolatini ripieni di “Birra di Natale”, quella che Musso prepara per l’inverno. Spiega il mastro birraio: “Le eccezionali qualità dell’acqua garantiscono alla 8 un grandissimo equilibrio armonizzato da un amarore dato dalla radice di genziana. Il colore è ambrato carico e si presenta con una leggera opalescenza”. D’obbligo, davanti a un pubblico di curiosi desiderosi di saperne di più in fatto di birra, ma non tutti ancora esperti, ricordare che il colore non è indice di alcolicità. La tonalità cromatica, dal biondo di una ale al nero di una stout, dipende dalla tostatura del malto d’orzo utilizzato nella fabbricazione della birra. Vi sono malti leggermente tostati che possono dare alla birra un’impronta paglierina e altri, detti chocolate, molto tostati, che portano invece ai colori più scuri tipici delle birre di origine irlandese, dall’aroma che talvolta ricorda il caffè.

Le prossime serate sono in programma:
– il 6 maggio con i vini da formaggi, come Dolcetto, Barbera e Passito di Moscato;
– il 13 maggio con i dolci insieme a Champagne, Asti e Brachetto d’Acqui.


I posti sono limitati, per questo si raccomanda di prenotare chiamando gli organizzatori al numero 0144.321164 oppure scrivendo a eventi@borgomonterosso.com

Acqui Terme, 30 aprile 2011

*Il residuo fisso di un’acqua minerale indica la quantità di sali in essa disciolti. È d’obbligo riportarlo in etichetta.

Per saperne di più:
www.lurisia.it
www.baladin.it

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