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Villa Ottolenghi case history per “I Giardini del Benaco”

Vittorio_InvernizziVittorio Invernizzi ospite alla Terza edizione della Rassegna Internazionale del Paesaggio che s’è svolta sul Lago di Garda. Il Presidente della Nobile Dimora di Acqui Terme, nel cui giardino si trovano oltre 40 specie di piante dalla Thuia Gigante al Pino Nero, dal Limone all’Albero della Nebbia, ha esposto quello che è stato riconosciuto come un caso da manuale di recupero di un giardino storico, tanto da aver meritato l’European Garden Award.

Una storia da raccontare: Villa Ottolenghi come case history alla Terza edizione de “I Giardini del Benaco”, la rassegna internazionale del paesaggio e del giardino che s’è tenuta di recente sul Lago di Garda. A esporre quello che è diventato un caso da manuale di recupero di un giardino storico, tanto da aver fatto meritare a Villa Ottolenghi l’European Garden Award, è stato il suo Presidente Vittorio Invernizzi che nel corso di un incontro dedicato alle meraviglie verdi d’Italia ha evidenziato i pregi della Nobile Dimora che sorge a Monterosso, l’altura che domina Acqui Terme.

Invernizzi ha prima ricordato, ridisegnandolo, lo scenario storico degli anni ’20 durante i quali la Villa mosse i primi passi traendo ispirazione dai movimenti artistici dell’epoca per poi articolare il suo sviluppo grazie al contributo di alcuni tra i più famosi artisti e architetti che nel XX secolo vi hanno operato confrontando le loro idee con i proprietari d’allora, il Conte Arturo Ottolenghi e la moglie Herta Wedekind zu Horst.

Oggi il complesso di Monterosso, noto anche come Cittadella delle Arti proprio per il mecenatismo che distinse gli Ottolenghi, forma un originale insieme composto da Villa, Giardino, Tempio, Vigna e Parco. Sono infatti oltre 40 le specie vegetali che alla sommità della collina hanno trovato l’ambiente adatto a prosperare, dalla Thuia Gigante al Pino Nero, dal Glicine che ricopre un immenso pergolato al Leccio, il Limone e così via. Tutte piante posizionate con cura metodica da Pietro Porcinai, il celebre architetto del paesaggio che a Villa Ottolenghi ha lasciato un’indelebile impronta della sua creatività.

Quello che si presenta come un vero e proprio Orto Botanico affascina gli stessi curiosi, appassionati e professionisti che da tre anni si danno appuntamento sul Lago di Garda per “I Giardini del Benaco”, il cui programma spazia dai convegni alle tavole rotonde ai dibattiti concernenti il paesaggio a verde, l’ambiente e via di seguito. Gli stessi argomenti che stavano tanto a cuore al sensibile Astolfo Ottolenghi, figlio di Arturo ed Herta. Fu infatti lui a individuare in Porcinai la personalità più adatta e capace di realizzare i progetti di ulteriore miglioramento della Villa.

Porcinai ha voluto distinguere gli spazi a verde della Dimora in quattro aree: “La più vasta delle quali, a sviluppo orizzontale – spiega Invernizzi – è costituita dal “Tappeto erboso” che raccoglie al suo interno il campo da tennis, la piscina e la fontana con al centro Il Tobiolo, celebre scultura di Arturo Martini. Lungo il Tappeto erboso, che unisce i due fabbricati principali, la Villa e gli Studi degli Artisti, si sviluppa una lunga Passeggiata coperta da un insolito pergolato. Di fronte alla facciata che introduce all’abitazione si trova invece il Giardino Roccioso che, ideato a sviluppo verticale, oltre ad avere una funzione decorativa serve come protezione della privacy alla zona occupata dalla piscina. Fulcro dell’insieme è però sicuramente il Giardino formale caratterizzato da una struttura a scacchiera realizzata con lastre di pietra che lo disegnano in maniera superba e distintiva. In alcuni punti di intersezione, grandi vasi in cotto, contenenti piante di limoni, vi creano una studiata ed efficace verticalità”.