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Villa Ottolenghi all’università di Genova con la giornata di studio “La scuola di Porcinai”

I progetti del celebre architetto del paesaggio discussi da autorevoli esperti all’ateneo del capoluogo ligure. I ricordi di chi ha lavorato insieme a lui, preciso e attento disegnatore delle forme della natura, a cento anni dalla sua nascita.

Il Giardino Formale di Villa Ottolenghi tra i protagonisti della Giornata di Studio “La scuola di Porcinai” tenutasi alla Facoltà di Architettura dell’Università di Genova. Folta la presenza di esperti

e curiosi convenuti nel capoluogo ligure il 6 dicembre per discutere dell’eredità culturale lasciata dal grande precursore italiano dell’architettura del paesaggio a 100 anni dalla sua nascita.

Il_Giardino_FormaleA esporre il caso rappresentato dalla nobile dimora di Acqui Terme è stata l’architetto Maria Chiara Pozzana che nel settembre scorso aveva fatto altrettanto davanti alla giuria internazionale che proprio al giardino di Villa Ottolenghi ha assegnato l’European Heritage Garden Award 2011. La Villa, che sorge sulle colline del Monferrato, tra vigneti e boschi, costruita a partire dagli anni ’20 del secolo scorso con il contributo di Marcello Piacentini e di altri architetti razionalisti dell’epoca, sta recuperando il suo splendore originario grazie all’operazione di restauro avviata da Vittorio Invernizzi che l’ha rilevata nel 2006. A Villa Ottolenghi il progetto di Porcinai collega gli spazi del giardino che si presentavano in precedenza frammentati. E lo fa grazie da un lato all’enorme prato racchiuso da un giardino roccioso verso l’ingresso e dall’altro con il giardino che integra la maglia quadrata del cortile con una più larga maglia reticolare del tappeto erboso aperto a terrazza sul panorama offerto da Acqui Terme e dalle vigne della Tenuta Monterosso.

Organizzata dal “Corso magistrale interateneo in progettazione delle aree verdi e del paesaggio” e dall’Associazione italiana architetti del paesaggio (Aiapp), la giornata si è svolta a conclusione di un anno ricco di iniziative volte a far conoscere il lavoro di Pietro Porcinai apprezzato, come spesso succede, più all’estero che in patria. Gli organizzatori hanno voluto approfondire con uno sguardo critico quello che rimane di lui nella contemporaneità attraverso gli insegnamenti che ha lasciato ai collaboratori e agli allievi fino alle influenze culturali impresse sull’architettura del paesaggio.

Dopo l’apertura dei lavori da parte del Preside della Facoltà, Stefano Musso, e la presentazione dell’architetto Francesca Mazzino e della presidentessa dell’Aiapp Sezione Liguria Carmela Avagliano, si è entrati nel vivo della giornata. Era necessario, parlando di paesaggio in Liguria, dopo le recenti alluvioni, toccare il tema dei cedimenti del terreno dovuti all’incuria dei terreni agricoli e delle zone boschive. Ne ha parlato l’architetto Giorgio Parodi, presidente dell’ordine degli architetti, paesaggisti e conservatori della provincia di Genova, ricordandoci che nel decennio tra il 2000 e 2010 in Liguria sono spariti 2km2 all’anno di terreno agrario che porta quindi ad un totale di circa 20 Km2 . Ciò è stato causato non solo dall’espansione residenziale, ma anche dall’avanzamento incontrollato del bosco che non sempre è un fatto positivo per la qualità del suolo e per le regole della terra.

Era presente alla Giornata di Studio pure l’architetto svizzero Heiner Rodel che lavorò con Porcinai su molti progetti tra cui la risistemazione della famosa piazza del Centre Pompidou a Parigi, dove scopriamo che l’idea progettuale viene dalla famosa Piazza di Siena e dallo studio delle sue pendenze. Con Porcinai, Rodel ha seguito molti progetti anche in Arabia, il che gli è stato di estrema utilità per la sua carriera attuale divisa tra Svizzera e Medio Oriente. Anche l’architetto Cesare Bozzalla ha condiviso i suoi ricordi dello studio di Porcinai dove si lavorava quasi più di notte che di giorno per sguire la vita frenetica di un maestro dell’architettura del paesaggio richiesto in tutto il mondo.

Quando nel 1977 Rodel decise di intraprendere la sua carriera professionale entrò nello studio di Porcinai l’architetto Milena Matteini che proprio in questi mesi ha pubblicato un libro sul grande maestro. La Matteini spiega che per Porcinai erano fondamentali tre punti:

a) i sopralluoghi, lunghi e accuratissimi;

b) l’analisi dei dettagli per non lasciare nulla al caso;

c) la conoscenza dei materiali, non solo vegetali, per essere sempre aggiornati sulle innovazioni dei prodotti.

Dopodiché c’erano altri grandi temi che sempre si tenevano presenti:

  • i movimenti di terra per il disegno di “nuovi paesaggi”, con un accurato bilanciamento di scavi e riporti;
  • la relazione tra interno ed esterno, tra architettura e paesaggio;
  • la bassa manutenzione delle piante utilizzate. Tema oggi molto attuale.

L’architetto Andrea Pochini ha confermato queste considerazioni sottolineandone un’altra importantissima: il rapporto con il committente (privato o pubblico) e con l’esecutore (costruttore del verde e vivaisti) che l’architetto come un direttore d’orchestra deve far lavorare insieme. Come Matteini, anche Pochini ha ricordato l’attenzione di Porcinai in tutte le fasi del progetto che, 30 anni prima del nuovo codice dei contratti pubblici, doveva seguire uno speciale capitolato dei lavori.

Non poteva inoltre mancare a questa giornata proprio la testimonianza dei vivaisti che con Porcinai hanno lavorato. Tra questi il l’Eurogarden di Roma, Piante Mati e il Vivaio Tesi di Pistoia. Essi raccontano come Porcinai avesse chiara la visione di una grande “società giardino”, dove il progettista, il costruttore e il produttore fossero uniti per poter essere competitivi anche all’estero così come si fa da secoli in Olanda ad esempio, tanto che solo nel 1982 l’idea trova forma nella nascita di Assoverde.

Non bisogna però essere stati suoi collaboratori per imparare da Porcinai. È sufficiente studiare i suoi progetti e capirne i segreti per assimilarne gli insegnamenti. È quel che ha fatto notare Paolo Villa, presidente dell’Aiapp, descrivendo un altro progetto esemplificativo dopo quello esposto dalla Pozzana. Villa ha analizzato nelle forme e nella scoperta delle forme auree ripetute il memorial Mattei a Bascapè, in provincia di Pavia. Qui troviamo nell’apparente semplicità della soluzione una complessità di forme e una scelta di essenze che stupisce e invoglia a visitarlo. Villa consiglia di farlo a fine ottobre, in coincidenza con l’anniversario della tragica caduta dell’aereo di Mattei, quando l’autunno lombardo con la sua bruma e il cambiamento dei colori delle foglie dei Taxodium distichum esprimono al meglio l’idea di Porcinai in questo recinto essenziale e intenso. La Giornata di Studio si è conclusa con i contributi del Direttore del MIBAC Liguria, Maurizio Galletti e del Presidente dell’Associazione Pietro Porcinai Luigi Latini e con l’augurio che essa sia stata d’aiuto per la buona pratica dell’architettura del paesaggio contemporaneo.

Arch. Elisabetta Canepa, socio Aiapp