x

Tutto esaurito a Villa Ottolenghi alla prima delle quattro serate dedicate all’abbinamento Cibo-Vino

2_villa_ottolenghiOstriche nature con Drago rosé brut e Moët & Chandon, capasanta gratinata con Tempio Bianco e Novello Banfi, filetto di sogliola con Gavi.
Il tutto nella prestigiosa cornice offerta dalla sede della Tenuta Monterosso riportata al suo splendore da Vittorio Invernizzi.
Altre tre serate in programma nelle prossime settimane. 

Tutto esaurito già alla prima serata del ciclo di incontri organizzato a Villa Ottolenghi di Acqui Terme (Al), sede della Tenuta Monterosso, sul corretto abbinamento cibo-bevande. Presentata da Vittorio Invernizzi, il patron di Villa Ottolenghi che ha curato in questi anni il rilancio della mitica residenza, la serata ha visto alternarsi prelibatezze culinarie a base di pesce e vini che ne esaltavano il gusto e il profumo, con il compito di non sovrastarne le qualità organolettiche. Presentati dal sommelier Fisar Brunello De Belath, alcuni vini si sono dunque trovati a competere nel sostenere i piatti preparati con maestria dallo chef Davide Pulese.

Il prorompente profumo di mare e salsedine sprigionato dalle ostriche nature su letto di sale si è misurato prima con il Drago, lo spumante rosé brut della Tenuta Monterosso (100% uve Nebbiolo) e poi con una flute di Moët & Chandon, l’etichetta emblema di Epernay, la cittadina francese situata nella zona vocata per la produzione dello Champagne.

È stata poi la volta della capasanta gratinata con un’indovinata miscelazione di pangrattato, zenzero e buccia d’arancia dar prova d’armonia con Tempio Bianco 2007 della Tenuta Monterosso, uvaggio tra  Sauvignon (70%) e Cortese, dalla caratteristica impronta aromatica “paglia e fieno”. La struttura decisa e persistente di Tempio Bianco si è rivelata adattissima ad affrontare il piatto con il quale in seguito si è misurato, in maniera altrettanto sbalorditiva e un po’ provocatoria, il rosso toscano Novello Banfi 2010, proposto a temperatura fresca, non fredda. Nel primo caso l’abbinamento s’è rivelato perfetto, “scientifico”, nel secondo ha sorpreso i presenti: l’assenza pressoché totale di tannino, la sostanza caratteristica dei vini rossi inibita dalla macerazione carbonica dei novelli, ha permesso all’etichetta Banfi di sposarsi benissimo con la cremosità della capasanta, la cui ricchezza di sapore è stata esaltata dall’attenta cottura di Pulese che ne ha mantenuto voluminosità e finezza.

Lo chef ha dato ulteriore prova di sé con il terzo piatto della serata: filetto di sogliola al vapore servito a temperatura ambiente con una vinaigrette d’olio e prezzemolo, un condimento delicato e scelto per non turbare il primo delicato abbinamento con il Gavi 2009 Tenuta Monterosso. Poi la stessa sogliola è stata messa a confronto con l’alternativa in rosso, ancora il Novello Banfi: a sfatare il luogo comune che di fronte al pesce ci si debba presentare solo in bianco nel bicchiere. Da segnalare inoltre l’inconsueta nota profumata e dal gusto gradevolissimo dell’aceto di lampone che arricchiva l’insalata di valeriana e pomodorini di Pachino posta nel piatto accanto al pesce.

“Eccellente lo spumante Drago rosé; brut sì ma distinto da una morbidezza eccezionale, che si presterebbe molto bene anche ad accompagnare del salmone”, è il commento di De Belath. Che riconosce del resto la validità del “tradizionale” abbinamento tra champagne e ostriche: “Un frutto di mare potente, che ha bisogno di vini altrettanto carichi d’energia per reggerne il vigore al palato. La presenza dei lieviti negli spumanti secchi e nello champagne, ben avvertibili, dando sapidità e il tipico aroma di crosta di pane garantiscono al bicchiere il corretto abbinamento con il nobile piatto”. E infine l’osservazione del professionista nella degustazione del vino: “Non è il colore, sul quale spesso ci si sofferma, a denunciarne la qualità intrinseca. Il vino si beve prima col naso, solo in seguito lo si valuta al palato dove non deve certo deludere”. La bella serata a Villa Ottolenghi s’è conclusa con Moscato d’Asti Tenuta Monterosso e piccola pasticceria.

Le prossime serate sono in programma:
– il 29 aprile con la birra artigianale accanto ad agnello, cioccolato e altro;
– il 6 maggio con i vini da formaggi, come Dolcetto, Barbera e Passito di Moscato;
– il 13 maggio con i dolci insieme a Champagne, Asti e Brachetto d’Acqui.

I posti sono limitati, per questo è bene prenotare in tempo chiamando gli organizzatori al numero 0144.321164 oppure scrivendo a eventi@borgomonterosso.com

Acqui Terme, 23 aprile 2011

  • Villa 1
  • Villa 2
  • Villa 3
  • Villa 14