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L’Albero della nebbia, fenomeno della natura

– Comunicato stampa

Da poco fi orito, il Rhus cotinus sta per dare a Villa Ottolenghi i primi frutti avvolti in sottili fi lamenti che donano alla pianta l’aspetto di un’enorme nuvola colorata.

È imminente a Villa Ottolenghi la rivelazione di un fenomeno della natura a dir poco stupefacente per le forme e i colori con i quali ogni anno si manifesta. Si tratta dello sbocciare dei fi ori e poco dopo dell’apparizione dei frutti del Rhus Cotinus, pianta della famiglia della Anacardiacee nota anche ai non esperti in botanica come “Albero della nebbia”.

1A fargli meritare il nome con il quale è conosciuto da molti appassionati col pollice verde sono i sottili e leggerissimi fi lamenti che proprio dalle sue drupe semilegnose si dipartono rendendo la pianta simile a un gigantesco batuffolo di cotone dai colori pastello, con tonalità che vanno dal rosa al beige. Noto pure come Scotano, il Rhus C. è originario dell’Europa.

Generalmente ha l’aspetto di un arbusto, ma gli esemplari adulti, come alcuni di quelli presenti a Villa Ottolenghi da circa 50 anni, possono elevarsi oltre i 3 metri con foglie caduche ovali di colore verde brillante, nonostante ne esistano anche gialle o altre che in autunno virano verso un rosso porpora acceso. A queste dimensioni il portamento si fa decisamente eretto, la chioma piumosa si ramifi ca in maniera molto fi tta e l’insieme assume una sagoma tondeggiante che ispira sensazioni di estrema leggerezza.

2È a primavera inoltrata che l’Albero della nebbia produce le su e infiorescenze costituite da piccoli fiorellini gialli a cinque petali i quali , all’arrivo delle giornate più calde che annunciano l’estate, lasciano il posto ai frutti avvo lti nella lunga peluria setosa colorata, tale da rendere l’insieme simile appunto a nub i evanescenti. Molto apprezzato per la sua valenza decorativa, e nonostante non tema il freddo, preferisce essere posizionato in zone ben soleggiate e ventilate, tanto da sopportare senza problemi le settimane estive più critiche mostrando una buona resistenza a parassiti e malattie.

A Villa Ottolenghi lo si trova nell’area denominata “Giardino roccioso”, lungo il percorso che costeggia l’altrettanto suggestivo “Pergolato di glicine”. Nelle immagini, alberi della nebbia di Villa Ottolenghi nel loro insieme (in alto) e in dettaglio

Nelle immagini, alberi della nebbia di Villa Ottolenghi nel loro insieme (in alto) e in dettaglio.