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Arte e Cultura

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La Villa, arte e cultura

Il complesso Monterosso è l’unico esempio in Italia di stretta collaborazione tra architetti, pittori, scultori e mecenati per dar vita a una Dimora padronale ricca d’importanti opere d’arte. Villa Ottolenghi-Wedekind è frutto delle migliori menti creative del secolo scorso e riconosciuto manifesto del Bello, dell’Armonia e del Buon Gusto.

Grazie al mecenatismo dei Conti Ottolenghi che, con il loro motto: “AEDIFICAVIMUS FIDENTER”, chiamarono a Borgomonterosso i più grandi artisti ed architetti del secolo. Il primo ad essere contattato affinchè desse vita al sogno della Famiglia fu l’architetto Federico D’Amato; si susseguirono Marcello Piacentini, Ernesto Rapisardi e Giuseppe Vaccaro. Molti altri giovani artisti furono ospitati grazie al mecenatismo dei Conti, tra cui: Ferruccio Ferrazzi, Fortunato Depero, Adolfo Wildt, Libero Andreotti, Fiore Martelli, Arturo Martini, Rosario Murabito, Venanzio Crocetti ed i maestri del ferro Ernesto e Mario Ferrari.
Alla Morte prima di Arturo e poi di Herta è il figlio Astolfo ad impegnarsi nel dare continuità all’Opera dei genitori, portando a compimento il Paradiso Terrestre che tutt’oggi possiamo ammirare.

Le ampie volumetrie e le zone circoscritte, le identità uniche che generano un fortissimo impatto visivo, sono capaci di suscitare emozioni indescrivibili. E’ ancora presente la vivacità artistica, la solennità e il fermento creativo degli anni in cui era frequentata e vissuta da artisti che hanno scritto le pagine della storia dell’arte del ‘900, tanto da suscitare nel visitatore vitalità e forza. Come ogni singolo particolare è stato progettato e realizzato con cura ed estro in passato, oggi ogni scelta in termini estetici deve armonizzarsi con il contesto.

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Alcuni degli articoli che trattano dei celebri protagonisti di Villa Ottolenghi: