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Il tocco dei Maestri Ferrari a Villa Ottolenghi

maestri_ferrari_1Acqui Terme – Ci sono piccoli capolavori straordinariamente inseriti una grande opera d’arte.

Le firmano due fabbri sopraffini, Ernesto e Mario Ferrari, ai quali si deve tutto quel che c’è di ferro a Villa Ottolenghi, l’eccezionale tenuta che, col suo giardino realizzato dall’architetto paesaggista Pietro Porcinai, ha meritato il primo premio assegnato dall’European Heritage Garden Network, una sorta di oscar continentale del settore.

E così Vittorio Invernizzi, proprietario della villa, si è recato a Dusseldorf, in Germania, per ricevere il riconoscimento, attribuitogli nella categoria “Valorizzazione di giardino storico”.
La residenza ha avuto una storia tribolata, Arturo Ottolenghi e la moglie Herta von Wedeking zu Horst avevano fatto costruire il complesso agli inizi degli anni Venti, su progetto di Marcello Piacentini: l’idea, poi concretizzata, era quella di invitare a lavorare qui molti artisti “nello spirito di una vera comunità creativa”, favorita dallo splendido panorama e dalla quiete monferrina.

Le cose si complicano quando il figlio Astolfo si separò dalla prima moglie per sposare la governante dei propri figli.

maestri_ferrari_2Vicissitudini famigliari si intrecciarono direttamente con le sorti del complesso, così nel 1985 le opere custodite vennero messe all’asta. Dopo anni di abbandono, Invernizzi acquisì la villa nel 2006 e l’anno successivo iniziarono i lavori, fino allo splendore attuale. Certo, il fascino del tempo andato si può solo immaginare, ma restano l’impronta del Piacentini e la grazia geometrica del giardino firmato Porcinai, e soprattutto i capolavori di Ernesto Ferrari e del figlio Mario che, ricevuto l’incarico di impreziosire Villa Ottolenghi, lasciarono Borgoratto per trasferirsi ad Acqui Terme.

Ed ecco allora inferriate meravigliose, enormi portoni con prominenti chiavistelli perfettamente funzionanti. E poi, dal momento che sono i particolari a fare la differenza, è un bell’esercizio cercare di scoprire, ella girandola delle grate, gli animaletti (lucertole, topi, lumache …) con i quali i Ferrari erano soliti impreziosire i lavori. Un marchio, un tocco d’artista.

Arzigogoli, vezzeggiativi, orpelli, che sono capolavori a se stanti, da scovare nella residenza e in quel parco premiato da una giuria e da chi lo visita.

Massimo Brusasco