x

“Il sogno di Herta” a Villa Ottolenghi

9_hertaTra il 21 maggio e il 21 giugno, nella sede della Tenuta Monterosso di Acqui Terme, saranno esposte oltre venti opere d’arte contemporanea. L’ingegno creativo applicato sui materiali più diversi suscita emozione ed evoca sentimento: dalla ceramica all’alluminio, dal gres al legno, dai tessuti al bronzo. Un altro deciso passo avanti del progetto di recupero che mira a rendere alla Dimora lo spazio che merita nel panorama architettonico e culturale piemontese.

1_hertaL’appuntamento è fissato per le 18 del 21 maggio 2011: la Villa Ottolenghi di Acqui Terme aprirà i cancelli per inaugurare l’esposizione che, fino al 21 giugno, metterà insieme le opere d’arte contemporanea di oltre una dozzina d’autori selezionati dalla curatrice Enrica Noceto, artista lei stessa. Un evento ideato per contribuire a centrare un obiettivo ambizioso: restituire alla splendida sede della Tenuta Monterosso il suo spirito originario di luogo “nel quale e dal quale” hanno tratto ispirazione scultori, pittori, ceramisti e creativi di generi diversi. Ma anche un omaggio a chi Villa Ottolenghi l’ha ideata e tenacemente voluta dedicando all’impresa gran parte della propria vita, i Conti Arturo ed Herta von Wedekind zu Horst. Non a caso è proprio a lei, artista e mecenate al tempo stesso, che amava attorniarsi e sostenere le persone nelle quali credeva, che è dedicata la mostra “Il sogno di Herta”, il cui vernissage si terrà con un intervento del critico d’arte Luciano Caprile.

2_hertaLa curatrice, nota per le sue creazioni basate su un utilizzo innovativo della fotografia e per la sua esperienza nell’animare iniziative legate all’arte e all’ambiente, ha lavorato d’intesa con Vittorio Invernizzi, che si sta impegnando con passione per il recupero di Villa Ottolenghi. La Noceto ha voluto interpretare in chiave attuale lo stile di Herta che aveva radunato artisti di alto livello facendo di questo luogo incantevole, sospeso nel tempo e nello spazio, un centro di sperimentazione e studio. Da qui il titolo della mostra, scelto per rimarcare il tentativo di realizzare un sogno, quello di Herta appunto.

3_hertaPer l’occasione Villa Ottolenghi riapre gli studi degli artisti, quella parte della mitica Dimora che i Conti avevano destinato alla produzione delle opere che hanno contribuito a renderla unica e di immenso valore creativo. “Purtroppo buona parte di quelle opere è andata dispersa – spiega Noceto – ceduta a collezionisti e amanti dell’arte moderna che non hanno perso l’occasione di acquistarle una volta in vendita. Il luogo è molto particolare. Basta uno sguardo per rendersi conto di come l’edificio, progettato dall’architetto Marcello Piacentini, rappresenti in tre dimensioni una tipica visione onirica di Giorgio De Chirico”.

5_hertaQui hanno lavorato personaggi del calibro di Arturo Martini e Ferruccio Ferrazzi che hanno vissuto quegli anni fantastici grazie appunto all’invito di Herta a trattenersi a Villa Ottolenghi anche per lunghi periodi. “Di quell’epoca – continua la curatrice dell’evento – a Villa Ottolenghi qualcosa è rimasto, come Il Tobiolo del Martini che impreziosisce la vasta Fontana e i preziosi graffiti di Rosario Murabito. E poi perché dello stesso Martini avremo un’opera in ceramica gentilmente messa a disposizione dalla Galleria d’arte Massucco di Acqui Terme, alla quale si aggiungerà un dipinto di Ferrazzi raffigurante Herta con il figlio Astolfo derivata da una collezione privata. Della stessa Herta verrà invece esposto un bronzo”.

Per “Il sogno di Herta” esporranno loro opere Aurelio Caminati, Carlos Carlè, Claudio Carrieri, Alberto De Braud, Adriano Leverone, Sandro Lorenzini, Véronique Massenet, Giorgio Moiso, Enrica Noceto, Giampaolo Parini, Ylli Plaka e Francesco Russo Burot. Spiega Noceto: Quasi tutti hanno lavorato con la ceramica come materia della quale servirsi per esprimere sentimento e creatività. Poi però c’è chi si è rivolto agli arazzi, come la Vegas, al legno come Massenet e al bronzo come Carrieri, Leverone e Parini. Molto legato alla ceramica è rimasto il maestro Ylli Plaka, albanese, che ha frequentato la scuola d’arte di Tirana prima di trasferirsi in Italia circa vent’anni fa e che in occasione del vernissage si cimenterà in una nuova opera dal vivo, sotto gli occhi dei presenti”.

6_hertaAnche Herta ebbe a che fare con la ceramica. Iniziò infatti la carriera artistica nel 1910 a Roma proprio presso un ceramista svedese, Hans Stoltemberg-Lerche. “Ricordo che lei –aggiunge Noceto – nata a Berlino e col padre diplomatico, si era trasferita nella capitale italiana con la famiglia. Si applicò agli studi sulla ceramica fino al 1912, conobbe Arturo Ottolenghi nel 1914 e lo sposò due anni dopo”.

 

8_hertaNoceto, oltre a curare la mostra esporrà opere basate sulla fotografia che può entrare di buon diritto a far parte dell’arte contemporanea. Ma a quali condizioni? “A quelle dimostrate ad esempio da personaggi come Mario Stellatelli, che considero mio maestro – risponde – e che ha trovato nella fotografia un mezzo capace di evocare emozioni forti. Ma la sua, e la mia stessa, sono lontanissime dalla concezione di fotografia documentaristica. Si tratta di fare ricerca sulla luce e sui colori in una chiave introspettiva, volta a esprimere sentimenti o a suscitarli in chi osserva il risultato creativo. Lo stesso pensiero l’ho trasposto nelle opere in tela e nelle ceramiche che realizzo ad Albissola”.

A Villa Ottolenghi saranno esposte oltre una ventina di opere, per lo più sculture. Leverone e Lorenzini porteranno delle ceramiche insieme a Carrieri che esporrà anche un  bronzo, Carlé sculture in gres; Caminati, Moiso e Parini dei quadri. La Massenet alcune ricercate sculture in legno. Laura Vegas porterà degli arazzi sui quali si era cimentata anche Herta. De Braud un’opera di metallo e Burot una scultura in pietra. Della Noceto ci saranno, oltre a due fotografie su tela con intervento pittorico di Giorgio Moiso, due parabole che supporteranno sculture in tela.